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S. E. Monsignor Ruppi
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tutti gli Organi di Stampa
L’intervento di S.E. Monsignor Ruppi , riportato
sui diversi quotidiani tra cui la Gazzetta del Mezzogiorno e La Repubblica, è
spropositato e soprattutto offensivo per la classe politica e per i cristiani
tutti. Interferenze di questo tipo, che non depongono certo favorevolmente alla
Sua persona e al Clero, non si sono registrate neppure quando la Democrazia
Cristiana era il maggior partito di governo, ossia ai tempi di Moro, Andreotti e
altri.
E’ sconcertante che l’Arcivescovo di Lecce, Presidente della Conferenza Episcopale di Puglia, si schieri così apertamente a favore di una classe politica e di un uomo politico di potere, contro una reazione spontanea di chi con una democratica contestazione cerca di difendere il diritto alla salute. Forse Monsignor Ruppi accecato dalle simpatie dei potenti non riesce a distinguere più la parte debole della discussione. Tuttavia, anche se in qualche città alcuni hanno ecceduto nella contestazione, questo non giustifica gli attacchi di Monsignor Ruppi che, in un momento così difficile per la Chiesa, dovrebbe occuparsi di altro.
Perché non proviamo a considerare chi viene penalizzato dal “Piano di Riordino Ospedaliero”, prima di esternare senza nessuna cognizione di fatto, ma solo per favorire una certa politica a favore di un’altra?
Sicuramente dal “Piano di Riordino Ospedaliero” ne trae vantaggio il Salento a discapito della Provincia di Bari e soprattutto: come si può non esacerbare gli animi dei cittadini se il Suo protetto, con una politica prevaricatrice, un venerdì di agosto approva una delibera senza consultare le parti interessate e senza ascoltare le ragioni dei comuni interessati? E soprattutto come può pensare il Presidente Fitto di non essere contestato se continua ad annunciare con arroganza che nessuna contestazione potrà far rivedere il Piano, quasi con toni di onnipotenza? Forse a Monsignore piacciono i toni di onnipotenza?
Ed ancora: forse
l'introduzione delle quote fisse di contribuzione su ricette per
l'acquisto di farmaci che colpisce, sicuramente, le fasce più deboli ed in
particolare cosa dire che nessuna esenzione viene riconosciuta agli invalidi
civili con inabilità fino al 99%.
Egregio
Monsignore tutte queste motivazioni portano di conseguenza allo scontro sociale
che nasce spontaneo e certamente anche Lei dovrebbe assumere una chiara e forte
presa di posizione accanto alle fasce deboli e non hai padroni. Finiamola
di schieraci sempre dalla parte del più forte.
Alternativo a questo Piano scellerato deve essere una
riforma dell'amministrazione sanitaria
in Puglia, che con riscontri oggettivi denota una politica passata gravata da:
sprechi, malversazione, mancata programmazione.
Giovinazzo, 25/08/2002
Michele Pascarella